Pianocorde: recensione su All about Jazz

"… un disco ad alto contenuto emozionale che unisce i connotati del classico trio jazz batteria-pianoforte-contrabbasso alle movenze di un ensemble d'archi, …"

"… Scrittura di grande coesione e una parte imprescindibile di fantasiosa imprevedibilità fanno di Pianocorde un album equilibrato, compatto, che può mettere d'accordo sia gli amanti del jazz in senso stretto, che gli estimatori di un classicismo più convenzionale."

 

Roberto Paviglianiti

per All about Jazz

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Pianocorde: recensione su “Jazz Colours”

 

…"Alessandro Fabbri dimostra che si possono sfruttare gli archi con misura ed intelligenza, senza convogliarli in fondali inutili o trasformarli in orpelli pesanti e mielosi. Oltre al suo magistero percussivo, il batterista fiorentino conferma di possedere doti non comuni di arrangiatore e compositore — suoi sono sei dei brani in scaletta."…

 

Enzo Boddi per Jazz Colours – maggio 2010

A Proposito di Jazz (G. Gatto) su “Pianocorde”

… Così Fabbri sceglie una strada non certo facile: misurarsi con l’utilizzo di strumenti ad arco in un contesto prettamente jazzistico, ed affronta il problema da un punto di vista totalizzante occupandosi della produzione così come della scelta del repertorio dal momento che scrive ben sei pezzi sui dieci eseguiti, e li arrangia tutti e dieci, con risultati che non esiterei a definire eccellenti. Quel che risulta particolarmente convincente in questo album è il perfetto equilibrio, la completa compenetrazione che Fabbri è riuscito a raggiungere fra scrittura e improvvisazione.

Gerlando Gatto

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Percussioni su “Jazz Drums Workout”

questo è un lavoro eccellente, ideale per avvicinarsi al linguaggio
jazzistico o per rafforzare le proprie conoscenze in tale materia,
utile per studenti, insegnanti, professionisti e dilettanti

…I sette pezzi (un paio di blues, un anatol una ballad, un 3/4, un latin, una canzone schema AA tipo ‘Four’ di Miles Davis, per capirci – con tanto di introduzioni, code, obbligati, scambi di batteria, assoli e quant’altro) offrono una casistica molto attendibile di quello che può capitarvi di suonare se avete deciso di darvi al jazz…

 
Alfredo Romeo, "Percussioni" Febbraio 2006

Musica Jazz su “Rosso Fiorentino”

… l’esordio da titolare palesando doti di fine compositore e arrangiatore …Fabbri conferma i tratti distintivi della propria identità  di batterista: spiccata capacità  di ascolto, grande attenzione alle dinamiche, una scansione sottile, caratterizzata da un tocco leggerissimo sul piatto, infine, dirige il collettivo con una discrezione paragonabile a quella di uno Shelly Manne o di un Chico Hamilton.

Enzo Boddi, "Musica Jazz" Luglio 2005 

www.caligola.it su “Rosso Fiorentino”

… «Rosso fiorentino», lavoro che sembra un po’ la sintesi di una brillante e proficua carriera musicale. Non è un caso che le composizioni scelte coprano un periodo di quasi dieci anni, anche se gli arrangiamenti sono stati completamente riscritti e pazientemente cuciti addosso ad un quartetto atipico ed originale.

… I nove titoli scorrono lievi e freschi già  al primo ascolto, ed anche un’analisi più attenta sembra confermare che ogni scelta del jazzista fiorentino …. è¨ stata ponderata con grande gusto ed equilibrio.

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dal sito www.caligola.it 

Jazz Review su “Rosso Fiorentino”

….. Rosso Fiorentino gave a highly individual and challenging account of themselves….

…. Fabbri propulsive work behind the traps kept the set shifting along at a fair old lick from the off as they opened with his own composition "Tan-Go"….

…….The variety of the material meant that those lucky enough to be in the audience had plenty to mull over as they drove home ……

— Hugh Gregory, "Jazz Review"